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Messaggio Da clarisweb il Lun Lug 08, 2013 4:24 pm

cerco compagnia quando ci sono i temporali :gr...:                                             
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Re: cerco

Messaggio Da clarisweb il Lun Lug 08, 2013 4:43 pm

I sintomi della brontofobia? Tachicardia, sudorazione, fino agli attacchi di panico, nei casi più gravi. Di solito la fobia si protrae da quando si è bambini, ma può anche insorgere a 50 anni, in seguito a uno stress legato a un evento atmosferico specifico: trovarsi su una nave in tempesta o essere feriti da un ramo caduto sotto la pioggia battente.

La musica copre i boati
Che fare? «Se la crisi accade una decina di volte l'anno, basta distrarsi ascoltando musica (lo stereo e non la radio, durante un temporale è meglio spegnere gli apparecchi dotati di antenne)», consiglia lo psichiatra. Le note permettono di non concentrarsi sui rumori dei tuoni e di rilassarsi.
Il ricorso allo specialista è indicato quando la brontofobia interferisce troppo con la vita quotidiana. Per esempio, se la persona che ne soffre inizia a evitare trasferte di lavoro «per paura che là piova troppo», boicottando opportunità di carriera. O se elimina vacanze in località particolarmente soggette a piovaschi. O se vive nella costante preoccupazione che il temporale possa scoppiare in qualsiasi momento e tende a tapparsi in casa e a chiudere le tapparelle alla prima nuvola. Allora è indicata una psicoterapia cognitiva, che dura un anno circa. Possono essere prescritti anche farmaci ansiolitici, come le benzodiazepine.
Gilda Lyghounis - OK La salute prima di tutto

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Messaggio Da clarisweb il Lun Lug 08, 2013 4:46 pm

Taranto, tempesta di fulmini sulla spiaggia: morto un bambino

Il piccolo stava giocando in riva al mare quando sulla zona si è scatenato un improvviso temporale. Un altro è rimasto folgorato, è grave


E' morto per arresto cardiaco uno dei due bambini colpiti da un fulmine sulla spiaggia di Campomarino di Maruggio in provincia di Taranto. L'altro ha riportato delle folgorazioni ma è comunque vigile e non dovrebbe riportare gravi conseguenze. Nella zona si è scatenato improvvisamente un temporale che ha interessato la città di Taranto e gli altri comuni della provincia. Il piccolo che ha subito le folgorazioni è stato trasportato all'ospedale di Manduria.
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Messaggio Da clarisweb il Lun Lug 08, 2013 4:52 pm

Le 10 Fobie più comuni


Per quanto a molti di noi possano risultare curiose o sorprendenti, le fobie non sono un disturbo strano. Di fatto, sono molto comuni. Gli esperti calcolano che le fobie nel loro insieme hanno un’incidenza del 5% della popolazione mondiale. Questo significa che una ogni venti persone patisce alcun tipo di fobia. Le donne patiscono fobie con maggiore frequenza degli uomini.

All’interno della classificazione in fobie specifiche (paura di certi oggetti, situazioni o fenomeni) e fobie sociali (timore o ansietà estrema dinanzi a determinati avvenimenti, come stabilire contatto verbale con sconosciuti o avere contatto con la famiglia politica), si deve dire che sono molto più comuni le prime. Di fatto, molta gente patisce una fobia specifica ma questa non influisce la loro vita quotidiana (come potrebbe essere il caso di una persona che viva in una grande città e patisca di ofidiofobia –paura dei serpenti- e che, giunto il caso, eviterà di trovarsi loro in uno parco zoologico).

Sebbene sia difficile determinare quali siano le dieci fobie più comuni (poiché variano a seconda del sesso e dell’età – gli adolescenti patiscono fobie sociali con maggiore frequenza degli adulti-), ecco qui un elenco di quelle che vengono considerate più frequenti in genere:

Aracnofobia: Si tratta della paura dei ragni. Si calcola che la metà delle donne e il 10% degli uomini patiscono di un qualche grado di questa fobia. Le reazioni di queste persone risultano esagerate per gli altri e persino per gli stessi fobici. Queste persone cercano di mantenersi lontano dai luoghi dove possono trovarsi ragni, o dove hanno visto ragnatele. Nei casi più seri, il panico può essere scatenato persino vedendo una fotografia.

Sociofobia: Si tratta di una paura persistente e intensa di essere giudicato negativamente nelle occasioni sociali. È una fobia tra le più comuni fra adolescenti e giovani e si calcola che circa un 4% delle persone tra 18 e 55 anni la patiscono. A differenza di quanto succede nella maggioranza delle fobie, questa fobia sociale è ugualmente comune tra uomini e donne.

Aerofobia: Si tratta della molto comune paura a viaggiare in aereo (si calcola, di fatto, che solo il 5% dei passeggeri salgono in aereo senza timori di sorta). Tuttavia, le persone che patiscono di questa fobia non sentono solo una leggera inquietudine al momento dell’atterraggio e del decollo, ma in occasioni le fobie gli impediscono di pensare soltanto ad una viaggio di questo tipo o recano disturbi di ansietà dinanzi alla prospettiva di un futuro viaggio, persino mesi prima di portarlo a termine.

Agorafobia: Si tratta della paura degli spazi aperti ed è un disturbo più comune tra le donne che tra gli uomini. L’agorafobico teme ogni luogo dove non si sente “sicuro” o non può “ricevere aiuto”. Chi soffre di questo tipo di disturbo di solito si rifugia nella sua casa e raramente esce, poiché in queste occasioni sente una gran ansietà. È la fobia che con maggior frequenza motiva visite agli specialisti.

Claustrofobia: Al contrario dell’agorafobia, questo disturbo implica il timore di restare confinato in spazi chiusi. Si calcola che tra un 2 e un 5% della popolazione mondiale patisce di questa fobia. Queste persone tendono a evitare ascensori, metrò, tunnel, stanze piccole, persino porte girevoli possono presentare difficoltà, come anche l’uso di attrezzature per tecniche mediche diagnostiche come la TAC.

Acrofobia: Si tratta della paura delle altezze, non semplici vertigini ma un timore che porta all’ansietà a chi ne patisce. La fobia di solito si manifesta in situazioni quali affacciarsi ad un balcone, essere in un belvedere in alto o vicino a un burrone. Come succede anche in altre fobie, coloro che ne patiscono cercheranno di evitare la situazione temuta.

Emetofobia: Si tratta della paura del vomito o di vomitare. Ci sono persone che sentono più di una semplice avversione verso l’atto di vomitare e che persino cambiano le loro consuetudini alimentari e sociali in conseguenza di ciò (per esempio, evitano di mangiare in ristoranti per timore che il cibo servito possa produrre mal di stomaco). Sebbene solo nei casi più estremi si considera fobia, si calcola che il 6% della popolazione sente paura di vomitare.

Carcinofobia: Si tratta della paura di contrarre il cancro. È uno dei timori più comuni dal momento in cui la maggior parte degli adulti sentono apprensione dinanzi la possibilità di manifestare i sintomi di questa malattia. Tuttavia, nel caso dei fobici si tratta di una paura molto antinaturale, poiché dimostrano di temere qualsiasi sintomo fisico negativo, associandoli tutti a sintomi della malattia.

Brontofobia: Sono comuni le fobie che coinvolgono elementi climatici o determinati fenomeni meteorologici, è questo il caso della brontofobia. Consiste nella paura estrema dei fulmini e tuoni delle tormente. Colui che partisce questa fobia sarà allarmato sia prima che durante le tormente, e nei casi estremi patirà i sintomi dell’ansietà. Può persino veder influenzata la sua vita sociale, poiché la pianificazione delle sue attività dipende dalle previsioni meteorologiche e piò non recarsi al lavoro o modificare le abitudini per via del clima.

Necrofobia: la paura della morte è qualcosa di naturale e istintivo nell’uomo, possibilmente perché la morte è lo sconosciuto. Inoltre, si associa la morte con i patimenti che la precedono, dolore, sofferenza, ecc. Tuttavia, alcune persone soffrono di una vera fobia verso la morte e gli esseri morti. Coloro che patiscono di questa condizione non possono spiegare il senso agghiacciante che sentono al avere quando vedono a una mummia o a un cadavere.


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Messaggio Da clarisweb il Lun Lug 08, 2013 4:57 pm

Come difenderci dai fulmini, e soprattutto quali sono gli errori più comuni da evitare? Scopriamo come difenderci dai fulmini

Ebbene si, questa settimana sarà governata dal maltempo, che pare resisterà fino a fine settimana un po' in tutta Italia. Temporali, pioggie scroscianti e pericolosi fulmini ci accompagneranno fino a venerdì, lasciando poi spazio ad un piccolo ritorno d'estate.
In attesa del sole, prepariamoci a ricevere uno dei fenomeni metereologici che ogni anno miete migliaia di vittime in tutto il mondo: i fulmini.

Il fulmine è un fenomeno naturale di tipo elettrico che avviene nell'atmosfera a causa dello scontro fra corpi (nube/aria, nube/nube, nube/terra) con una grande differenza di potenziale elettrico. Tale scontro determina una potente scarica elettrica che si palesa quasi sempre con bagliori improvvisi che squarciano il cielo (lampi) e onde d'urto molto rumorose (tuoni).

A partire da una conoscenza più approfondita del fenomeno è possibile adottare accorgimenti e precauzioni che limitino il più possibile il pericolo di rimanere folgorati da un fulmine, e parallelamente, evitare comportamenti potenzialmente pericolosi. Ecco alcuni utili consigli per difendersi da questi pericolosi, quanto imprevedibili, fenomeni naturali.



Se ci si trova all'aperto, state alla larga da alberi e altri corpi verticali o bagnati e non sdraiatevi sul terreno visto che il fulmine può propagarsi anche sulla superficie terrestre per chilometri.



Evitate di utilizzare telefoni e altri apparecchi in grado di condurre elettricità.





Non sottovalutate la pericolosità dei fulmini anche a distanza di alcuni minuti dalla fine della tempesta; meglio aspettare almeno 30 minuti al riparo prima di uscire allo scoperto.



Se vi trovate in casa, evitate di fare il bagno, la doccia o di lavare piatti e bucato durante il temporale. Evitate anche l'uso di telefoni fissi il cui filo potrebbe essere un buon conduttore di corrente in caso di scariche elettriche sui tralicci telefonici.



Al mare è assolutamente vietato fare il bagno in caso di tempesta e rimanere sul bagnasciuga. Se non avete un rifugio sicuro e vicino, meglio accovacciarsi per terra. In tutti i casi, mai sdraiarsi o restare in piedi.



Durante un temporale è consigliabile non indossare oggetti di metallo (braccialetti, catenine, orecchini) sopratutto se ci si trova all'aperto o in acqua.





La prima cosa da fare se si è all'aperto è cercare più in fretta possibile un rifugio sicuro, asciutto e possibilmente al chiuso (ad esempio l'automobile).





Allontanarsi da oggetti o qualunque tipo di conduttore metallico, come reti, scale di ferro, cabine telefoniche, piloni, ecc.





Quando ci si trova in luoghi affollati, specie all'aperto, è opportuno sparpagliarsi per evitare una propagazione 'a catena' della scarica tra vicini.





In casa è bene spegnere tutti gli apparecchi elettronici ed elettrodomestici, in particolare la televisione.





Uno dei luoghi più sicuri durante un forte temporale è senza dubbio l'automobile: una volta chiusi i finestrini e le portiere, le scariche elettriche rimangono sulla superficie mentre all'interno il campo elettrico è pressocchè nullo (la famosa gabbia di Faraday).



Fare attenzione ad alcuni segnali premonitori come capelli e peli che si drizzano o crepitii quando si cammina; in genere tali indizi indicano che ci troviamo in un'area a carica positiva dove il rischio di folgorazione è molto alto.
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Messaggio Da clarisweb il Lun Lug 08, 2013 5:13 pm

Gli elementi naturali hanno sempre suscitato nell’uomo un senso di paura, perché sfuggono alla sua possibilità di controllarli. Eppure nel corso del tempo gli individui che di volta in volta si sono rapportati con i fenomeni della natura hanno tentato di manifestare un influsso su di loro cercando di servirsi di forze magiche che nella loro concezione governano il mondo e sono capaci di modificarlo.

E’ il caso di questo scongiuro che veniva recitato nell’ambito della tradizione popolare per scongiurare i fulmini e i pericoli che essi possono apportare.


Santa Barbara, sante Barbara,
Si tu dormi nun durmiri,
Apri li porti e ‘dduma ‘i cannili.
‘I cannili su’ ‘ddumati:
Li piccaturi chiamanu pietati.




La versione in italiano è la seguente:


Santa Barbara,
se tu dormi, non stare a dormire,
apri le porte e accendi i lumi.
I lumi sono accesi:
i peccatori domandano pietà.

Ad essere invocata è Santa Barbara, che viene invitata a non dormire e a ad ascoltare le suppliche degli uomini che chiedono di far cessare i fulmini.

Come spesso accade nel contesto popolare, i santi diventano protagonisti di formule rituali, che non rientrano nella religione tradizionale, ma appaiano come una rivisitazione e reinterpretazione del culto religioso secondo la forma mentis delle persone più umili.

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